Due Patrie Due Lingue

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Con la pubblicazione degli Atti del convegno "Due patrie, due lingue: emigrazione e cultura italo-americana, svoltasi a Mercato S. Severino il 29 settembre 2001, con il Patrocinio del Presidente della Repubblica, del Ministero per gli italiani nel mondo,
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Descrizione

 

 

Autore: vari autori,
Pagine: 0
Anno: 2002
ISBN:88-88207-17-1
n. volumi: 1
Categoria: Saggistica
Collana:Radici
Prezzo: euro 20,00

 

Con la pubblicazione degli Atti del convegno "Due patrie, due lingue: emigrazione e cultura italo-americana, svoltasi a Mercato S. Severino il 29 settembre 2001, con il Patrocinio del Presidente della Repubblica, del Ministero per gli italiani nel mondo, della Regione Campania, della Provincia di Salerno, ma soprattutto del Comune di Mercato S. Severino, viene colmato un vuoto che durava da decenni. Non sono bastate, infatti, diverse pubblicazioni sull'argomento, tra cui l'ormai datato volume "La letteratura dell'emigrazione" a cura di Jean Jaques Marchand, a sottolineare l'importanza dell'identità e della cultura degli italiani che vivono fuori dal loro Paese e che tra gli ultimi decenni dell'Ottocento e la prima metà del Novecento emigrarono in massa in cerca di miglior vita, portando con loro un bagaglio non solo materiale, ma di civiltà e di idee che si tradussero in opere poetiche e di narrativa. L'esempio più emblematico è Pascal D'Angelo, autore di prima generazione, un eroe italiano in America per la perseveranza con cui riuscì ad imporsi poeta di grande talento e che ora viene celebrato in Italia e all'estero. Diverse relazioni contenute in questi atti, tra cui quella di Fred Gardaphè, di Luigi Fontanella e di Paola Montefoschi pongono in risalto il "caso" D'Angelo. Dalla sua scoperta in America alla riscoperta da parte di Giuseppe Prezzolini, fino alla critica italiana che in questi ultimi anni ha avuto modo di scrivere a lungo sulla sua opera Son of Italy e sul suo fare poesia (Furio Colombo, Oreste del Buono, Maurizio Chierici, Sebastiano Vassalli tra i più autorevoli). In tal modo si è resa giustizia di questo bracciante con la penna in mano che aveva anche visto oltre la sua breve vita terrena nel tentativo (riuscito) di lasciare un messaggio ai posteri: "Se scrivo dei bei versi la mia opera non andrà perduta". Questa sorta di profezia si è avverata. Oggi il Centro Studi sorto a Mercato S. Severino, per volontà mia e del lungimirante e sensibile sindaco Giovanni Romano coadiuvato dall'assessore Giuseppe Vitale , sempre pronto ad accogliere con favore le iniziative culturali proposte, porta il nome dell'autore abruzzese perché si è voluto riconoscere e valorizzare il lavoro da me intrapreso con la collana "Radici". La sua opera viene diffusa nelle scuole ed è oggetto di studi e tesi di laurea in più università italiane e ed estere. Grazie alla sua riscoperta a Mercato S. Severino, si è potuto organizzare e parlare di un problema quanto mai attuale: il rapporto tra il nostro Paese e gli italiani all'estero, in particolare nel Nord America, attraverso le loro opere e anche le loro azioni. Basta citare per questo Arturo Giovannitti, poeta e sindacalista a cui, come ricorda Francesco D'Episcopo nella sua breve relazione, il poeta Benito Galilea ha dedicato una poesia e di cui ci si dovrebbe occupare in maniera più appropriata. Ricordo ancora con emozione una pagina mirabile scritta da Furio Colombo, oggi Presidente onorario del Centro Studi, sull'identità e cultura degli italiani in America, considerati nel nostro Paese "fratellastri da tenere lontani". Posso invece affermare che da quasi 5 agosto 2000, data dell'uscita dell'articolo su "La Repubblica", diverse cose sono cambiate. E' stato riconosciuto il diritto di voto agli italiani all'estero che concerne sicuramente anche la loro identità, come tra l'altro fa osservare molto bene Joseph Perricone nel suo intervento contenuto in questi Atti. E' stato costituito per la prima volta in Italia un Ministero per gli Italiani nel Mondo, che ha subito accolto con grande favore la nostra iniziativa. Potrebbe sembrare eccessivo dire che si è aperto anche un nuovo filone nel panorama culturale italiano, quello della letteratura di emigrazione, ma i fatti poi lo dimostrano. Cito solo un settimanale di grande diffusione, "Famiglia Cristiana", che nel numero di fine dicembre del 2000 dedicò due pagine all'argomento con un titolo significativo: '77 boom della letteratura dell'emigrazione". Ciò sta a dimostrare che nel tempo si è aperto un nuovo capitolo della letteratura italiana, quella degli italiani all'estero. Proprio gli Stati Uniti d'America rappresentano un corpus unico, ponderoso che i relatori del Convegno di Mercato S. Severino ben conoscono e bene ha fatto Sebastiano Martelli a ricordare nella sua relazione l'excursus letterario di un grande autore come Giose Rimanelli. Ne va dimenticata l'opera di Joseph Tusiani che Sergio D'Amaro nel suo intervento sul Centro Studi di S. Marco in Lamis, paese natale di Tusiani, cita ampiamente. La galassia, tuttavia, è ancora semisconosciuta, come sostenne Furio Colombo, mio ospite ad un convegno sul tema tenuto qualche anno fa alla Fiera del libro di Torino. Ma con il nostro lavoro stiamo cercando di indirizzarci anche verso il Sud America. Qui vi sono opere di degno rilievo, come ricorda Rosa Maria Grillo in questi Atti ed è stato possibile riportare alla luce anche un emblematico testo di un autore salernitano "L'immigrante sconosciuto" scritto da Blas Pingaro, originario di Roccadaspide. Un attenzione è rivolta anche ad altre aree geografìche come l'Australia, il Nord Africa e l'Europa. Questi Atti, dunque, segnano un passaggio epocale, diverso e nuovo che promuove la cultura dell'accoglienza e del riconoscimento di quanto hanno fatto i nostri connazionali all'estero. Il Centro Studi che dirigo si propone, infatti, di favorire scambi culturali con associazioni ed enti italiani all'estero e di costituire un ponte tra l'Italia e gli italiani che si trovano in altri Paesi. Questo osservatorio, definito fiore all'occhiello del Comune di Mercato S. Severino e che ha sede in una città del Sud, area dalla quale sono partiti migliaia di persone in cerca di nuova vita e nuova terra, mi auguro che potrà diventare un faro che illumina e che apre uno squarcio di luce per riscrivere un capitolo della storia e della letteratura per troppo tempo dimenticato.
Antonio Corbisiero
Direttore del Centro Studi "Pascal D'Angelo

 

 

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