15/05/2008 - Fiera del Libro “alternativa” con gli scrittori rubianesi Oltre alla premiazione del premio “Renata Canepa”, spazio agli autori locali più o meno conosciuti-Riuscita positivamente la doppia manifesta

RUBIANA – I professori universitari ed i critici letterari presenti sabato 10 maggio alle ore 17 alla premiazione del terzo concorso nazionale di poesia “Renata Canepa – Una vita per l’arte” hanno definito la serata una sorta di Fiera del Libro “alternativa”, rispetto alla ben più nota rassegna torinese. Senza esagerare, più che alternativa sarebbe forse più corretto definirla “esplorativa”: infatti è stata sicuramente vincente l’idea degli organizzatori del premio e dell’amministrazione comunale, che hanno voluto unire insieme alla premiazione del concorso di poesia in memoria della scomparsa poetessa, anche la “scoperta” dei numerosi anonimi scrittori “della porta accanto” presenti sul territorio comunale. E così, oltre ai poeti provenienti da ogni parte d’Italia per ricevere l’ambito premio letterario, nella sala consigliare del comune hanno trovato spazio anche i rubianesi (d’origine e d’adozione) che, in campi molto diversi tra loro, hanno pubblicato dei testi oppure ci stanno lavorando sopra. Al tavolo dei relatori, oltre al padrone di casa, il sindaco Michele Borletto, accompagnato dall’assessore alla cultura, Edoardo Cantamessa, hanno trovato posto Antonio Corbisiero, editore della casa editrice “Il Grappolo”, organizzatrice del premio letterario, il prof. Francesco D’Episcopo, docente di lingua italiana presso l’Università di Napoli ed il prof. Giuseppe Lupo, scrittore e critico letterario. La cinquantina di presenti in sala è rimasta davvero stupita della giovane età di alcuni tra i premiati del concorso: oltre ai poeti della silloge edita, che come gli altri hanno ricevuto una targa ricordo ed un premio in denaro, tra quelli delle poesie inedite ha fatto piacere vedere vincitrici due ragazze agli ultimi anni del liceo. Nella seconda parte della serata hanno avuto spazio gli autori rubianesi, che, a turno, hanno spiegato i loro lavori. Il primo a prendere la parola è stato Giorgio Giorda, che proseguendo un lavoro già iniziato dalla Canepa, sta predisponendo un vocabolario italiano-rubianin, che, se andrà in porto, potrà diventare interattivo, con la possibilità di ascoltare anche la pronuncia. Anche Nicoletta Giorda sta lavorando sulla storia di Rubiana: si sta infatti occupando della traduzione dello statuto comunale, scritto nel 1414 da un suo antenato, in cui sono riportate alcune tradizioni ancora in voga una cinquantina di anni fa. A lavorare sulla toponomastica ci hanno pensato Matteo Arquilla e Emanuele Ronchetti, il primo con una tesi di laurea ed il secondo con uno studio personale volto a mettere su carta toponimi riportati da centinaia di anni in maniera orale. Rimanendo sempre sul territorio, Battista Blandino ha invece realizzato una breve storia della cappella di San Mattia, mentre Giuseppe Garbolino ha raccolto in un testo la sua testimonianza alpina della guerra in Albania ed in Grecia. Tutti gli altri scrittori, ovvero Michele Bennardo, Germana Blandin Savoia, Luca Curatolo, Luca Fabbroni, Marco Grosa, Luca Migliasso, Alberto Porro, e Monica Quirico hanno prodotto opere di genere assolutamente diverso (teologia, fantasia, fiabe e racconti sulla montagna, ma anche sulla corretta alimentazione) non direttamente attinenti alla vita ed al territorio rubianese. Tutte le opere degli autori locali, insieme ai volumi della poetessa scomparsa, troveranno spazio all’interno di una apposita sezione delle due biblioteche (capoluogo e Mompellato) presenti sul territorio comunale.

Stefano Grandi- La Valsusa 15 maggio 2008