24/05/2008 - Al Festival “C’era una volta un castello…” di Montecastello di Pontedera presentato il libro di Matteo Astone, "Johnny, porcello volante".

22/05/08 - Nel magico, fiabesco contorno del paese medioevale di Montecastello di Pontedera (PI), nell’ambito del Festival interamente dedicato ai bambini “C’era una volta un castello…”, Matteo Astone ha presentato ai piccoli ascoltatori il suo nuovo libro “Johnny, porcello volante”, selezionato dall’organizzazione del Festival, che ha invitato l’autore ad un incontro con i bambini.

I bambini hanno partecipato con entusiasmo alla lettura animata dell’autore e sono entrati direttamente nel simpatico mondo di Johnny con un gioco che li ha resi protagonisti della storia.

Piccole e vivaci voci si sono così succedute nel leggere le avventure del maialino che sogna di volare, ma soprattutto nello scegliere la strada che Johnny avrebbe seguito e gli amici che avrebbe incontrato, per portarlo ad avverare il desiderio che sente forte nel profondo del suo cuore.

Il Festival “C’era una volta un castello…” è un appuntamento che dura dal 20 al 24 maggio 2008 e che coinvolge tutte le scuole dell’infanzia e primarie di Pontedera. Oltre 1800 bambini con i loro insegnanti (e sabato 24 anche con i genitori) partecipano a presentazioni di libri, laboratori, giochi e spettacoli di arte, musica, teatro… E’ stata inoltre allestita una piccola fiera del libro per bambini, in cui è stato presente anche “Johnny, porcello volante”.





18/05/2008 - La nostra casa editrice festeggia oggi 18 maggio il Ventennale dell'attività al Polo Nautico di Salerno, alle ore 20,30- Il saluto di Antonio Corbisiero

Dalla Helda a Internet

Non so dove mio padre Francesco avesse acquistato quella macchina per scrivere, con un nome da valchiria: Helda.
Dal ticchettio dei suoi tasti partì oltre venti anni fa la nostra avventura nel mondo della cultura e della letteratura: dal notiziario IL GRAPPOLO
(il nome lo presi dalla sua biblioteca “Il Grappolo” in cui annotava uno per uno gli “acini” del sapere) ai primi libri stampati a piombo tipografia S. Rita di Nocera Inferiore, dalla off-set della Cantelmi di Salerno, al sito Internet, alla stampa digitale della Fiordo di Novara.
Sembra quasi un racconto fantastico: chi avrebbe mai pensato che da quel giornalino per poeti e artisti fotocopiato si sarebbe giunti a tanto?
Eppure è tutto vero e questi venti anni sembrano essere appena trascorsi. Il notiziario piacque subito a una poetessa piemontese: Renata Canepa.
Mi chiamò a Torino e mi invitò alla cerimonia di un premio intitolato al padre Eugenio, imprenditore e uomo di cultura. Aveva visto in me un giovane di talento da lanciare nell’agone culturale nazionale: mi fece pubblicare il primo libro della casa editrice che fondai con mio padre nel maggio 1988. Il libro di poesie di Renata si chiamava UN GIORNO DI NOVEMBRE e lo presentai subito alla Fiera di Torino. Fu un successo. Ricordo che uscì sulla “Stampa” anche una mezza pagina di pubblicità. Da allora molti poeti e scrittori si avvicinarono alla casa editrice per pubblicare e frequentai puntualmente il Salone del libro di Torino, pubblicando e presentando le novità della Canepa e di altri autori italiani.
Nel 1997 mio padre mancò, ma capii che l’eredità culturale e spirituale era stata trasferita in me. Me lo scrisse anche la Canepa, appena seppe della morte di mio padre: “Nel tuo cuore batte anche quello del tuo amato genitore, ora devi continuare”. Nel 1998 ci fu una svolta quasi radicale. Conobbi Luigi Fontanella, docente alla State University di New York. Mi scrisse che era nato a Mercato S. Severino. Ben presto ci incontrammo e gli dissi che in Italia mancava una collana di testimonianze letterarie di autori italiani espatriati. Lui mi incoraggiò a pubblicare un primo volume di poeti italofoni “DAL PO AL POTOMAC” che presentammo alla Fiera di Torino in occasione del decennale della casa editrice e poi mi consigliò di pubblicare il meraviglioso libro di Pascal D’Angelo, SON OF ITALY. All’inizio nessuno credeva a questa operazione editoriale, ma la recensione di Furio Colombo su “la Repubblica” si tradusse in un successo strepitoso, durato per anni, con decine e decine di commenti entusiasti e centinaia di libri stampati. Nacque da questo straordinario volume la collana “Radici” che conta oggi circa 30 titoli, tutti di successo. Tra questi il mio libro “LE VIE DEL SOGNO”, frutto delle mie ricerche nel campo dell’emigrazione e dei miei viaggi come l’Università di Harvard e la Public Library di Boston, un templio della cultura dove non avrei mai creduto di tenere una conferenza. 
Invece dall’incontro con Francesco D’Episcopo, docente della Federico II, nacque la collana “Vita e scuola” in cui inserimmo Quasimodo, Ungaretti, Rippo, Ferraù. D’Episcopo mi ha affiancato in tanti momenti importanti della mia carriera. Insieme abbiamo lanciato tanti autori e abbiamo girato in lungo e in largo il nostro Sud e la penisola come due Alfieri della cultura. Ha preso un posto importante nella vita della casa editrice come consulente e consigliere, ma anche come amico a cui sono legato da una profonda stima e affetto. E’ lo stesso affetto che nutro per Lucio Nastri, prima discepolo di mio padre, poi mio docente di Italiano al Liceo Classico di Mercato S. Severino. Testimone e protagonista di tante iniziative culturali , mi affiancherà nel lavoro che intendiamo svolgere nel futuro.
Una nuova collana “Voci del Mediterraneo”, infatti, è in preparazione e la casa editrice si propone, in una nuova sede, di sviluppare autonomamente 
la stampa dei libri con nuove tecnologie. Ciò ci permetterà di abbattere i costi per investire in nuovi progetti. Di recente, poi, l’editrice ha potenziato la distribuzione con il partner EDIQ che copre circa 600 librerie in tutta Italia. Concludo e voglio qui ringraziare pubblicamente mia madre Anna per il sostegno ricevuto in questi anni e perché mi ha affiancato in alcuni viaggi e incontri culturali; mio suocero Vittorio che attualmente amministra la società “Il Grappolo” e mia moglie Pina, compagna nella vita e nel lavoro. Con me condivide gioie e dolori della fatica di far nascere i libri e si appresta a prendere il timone di questa nave di carta che si è fatta conoscere anche Oltreoceano.
Ringrazio la dottoressa Carmen Ciancio, splendida cugina e mia alter ego.
La sua pazienza e dolcezza stempera molte volte il mio carattere irruente ed esuberante nel lavoro. Ringrazio il buon Giovanni, mio compagno e guida di tanti pomeriggi e serate trascorsi in giro a presentare libri.
Ringrazio le autorità, la stampa, gli autori della casa editrice, i collaboratori, gli amici, i parenti che ci circondano in questa serata conviviale. Ringrazio l’amico e lo scrittore Luca Scarlini che è qui stasera con l’amico Luigi Fontanella a renderci omaggio e che domani a Mercato S. Severino saranno protagonisti di un importante convegno dal titolo “D’Annunzio a Little Italy” organizzato dal Centro Studi “Pascal D’Angelo” che dirigo. Infine ringrazio gli amici del Polo Nautico per l’accoglienza. Per festeggiare degnamente il Ventennale abbiamo pensato ad un omaggio, un piccolo libro di poesie inedite di mio padre dal titolo: “Cantate oltre la mia durata” curato da Francesco D’Episcopo. 
Con il nostro motto “Fare e leggere libri con la mente e il cuore” vi auguro una buona serata!





15/05/2008 - Fiera del Libro “alternativa” con gli scrittori rubianesi Oltre alla premiazione del premio “Renata Canepa”, spazio agli autori locali più o meno conosciuti-Riuscita positivamente la doppia manifesta

RUBIANA – I professori universitari ed i critici letterari presenti sabato 10 maggio alle ore 17 alla premiazione del terzo concorso nazionale di poesia “Renata Canepa – Una vita per l’arte” hanno definito la serata una sorta di Fiera del Libro “alternativa”, rispetto alla ben più nota rassegna torinese. Senza esagerare, più che alternativa sarebbe forse più corretto definirla “esplorativa”: infatti è stata sicuramente vincente l’idea degli organizzatori del premio e dell’amministrazione comunale, che hanno voluto unire insieme alla premiazione del concorso di poesia in memoria della scomparsa poetessa, anche la “scoperta” dei numerosi anonimi scrittori “della porta accanto” presenti sul territorio comunale. E così, oltre ai poeti provenienti da ogni parte d’Italia per ricevere l’ambito premio letterario, nella sala consigliare del comune hanno trovato spazio anche i rubianesi (d’origine e d’adozione) che, in campi molto diversi tra loro, hanno pubblicato dei testi oppure ci stanno lavorando sopra. Al tavolo dei relatori, oltre al padrone di casa, il sindaco Michele Borletto, accompagnato dall’assessore alla cultura, Edoardo Cantamessa, hanno trovato posto Antonio Corbisiero, editore della casa editrice “Il Grappolo”, organizzatrice del premio letterario, il prof. Francesco D’Episcopo, docente di lingua italiana presso l’Università di Napoli ed il prof. Giuseppe Lupo, scrittore e critico letterario. La cinquantina di presenti in sala è rimasta davvero stupita della giovane età di alcuni tra i premiati del concorso: oltre ai poeti della silloge edita, che come gli altri hanno ricevuto una targa ricordo ed un premio in denaro, tra quelli delle poesie inedite ha fatto piacere vedere vincitrici due ragazze agli ultimi anni del liceo. Nella seconda parte della serata hanno avuto spazio gli autori rubianesi, che, a turno, hanno spiegato i loro lavori. Il primo a prendere la parola è stato Giorgio Giorda, che proseguendo un lavoro già iniziato dalla Canepa, sta predisponendo un vocabolario italiano-rubianin, che, se andrà in porto, potrà diventare interattivo, con la possibilità di ascoltare anche la pronuncia. Anche Nicoletta Giorda sta lavorando sulla storia di Rubiana: si sta infatti occupando della traduzione dello statuto comunale, scritto nel 1414 da un suo antenato, in cui sono riportate alcune tradizioni ancora in voga una cinquantina di anni fa. A lavorare sulla toponomastica ci hanno pensato Matteo Arquilla e Emanuele Ronchetti, il primo con una tesi di laurea ed il secondo con uno studio personale volto a mettere su carta toponimi riportati da centinaia di anni in maniera orale. Rimanendo sempre sul territorio, Battista Blandino ha invece realizzato una breve storia della cappella di San Mattia, mentre Giuseppe Garbolino ha raccolto in un testo la sua testimonianza alpina della guerra in Albania ed in Grecia. Tutti gli altri scrittori, ovvero Michele Bennardo, Germana Blandin Savoia, Luca Curatolo, Luca Fabbroni, Marco Grosa, Luca Migliasso, Alberto Porro, e Monica Quirico hanno prodotto opere di genere assolutamente diverso (teologia, fantasia, fiabe e racconti sulla montagna, ma anche sulla corretta alimentazione) non direttamente attinenti alla vita ed al territorio rubianese. Tutte le opere degli autori locali, insieme ai volumi della poetessa scomparsa, troveranno spazio all’interno di una apposita sezione delle due biblioteche (capoluogo e Mompellato) presenti sul territorio comunale.

Stefano Grandi- La Valsusa 15 maggio 2008






16/05/2008 - D'Annunzio a Little Italy: le avventure del Vate nel mondo dell'emigrazione: una nota stampa dell'agenzia Italplanet

Questo il titolo del volume a firma di Luca Scarlini che verrà presentato il prossimo 19 maggio a Mercato San Severino, nel corso del convegno promosso dal Centro Studi "Pascal D'Angelo" 

Un repertorio di aneddoti e curiosità che testimoniano una bizzarra fortuna di Gabriele D'Annunzio presso il variegato mondo dell'emigrazione italiana e le sue relazioni con autori italo-americani. Di questo e di altro si parlerà nel convegno promosso dal Centro Studi "Pascal D'Angelo" di Mercato S. Severino (Salerno) lunedì 19 maggio (ore 10,30) presso la sala consiliare dello storico Palazzo Vanvitelliano . Il ruolo di D'Annunzio nella storia culturale tra Otto e Novecento si deve in primo luogo alla sua capacità di incidere ben al di là dell'ambito letterario. 

Da modello ante litteram dell'"immaginazione al potere" a maestro indiscusso dello stile di vita dandy, è noto che la popolarità del Vate è riuscita a sconfinare dall'agone artistico in quello politico ed estetico. Quel che molto meno si sa è che è diventato modello talvolta inconsapevole di un'intera generazione di italiani trapiantata tra il Nord e il Sud America, alla disperata ricerca di modelli positivi di italianità da propagandare in contesti tendenzialmente ostili e razzisti. 
Luca Scarlini tratta così delle vicissitudini della famiglia dello stesso scrittore, anch'essa trasmigrata a New York in cerca di miglior fortuna, per ripercorrere le tracce evidenti della sua oratoria nella pubblicistica di sinistra – basti pensare al sindacalista rivoluzionario Carlo Tresca – al calco dei tanti suoi motti di argomento culinario, divenuti una leggenda nella galassia in espansione dei ristoranti italiani. Il Vate, quindi, come personaggio clamoroso, che col suo vivere inimitabile fornisce un'immagine accattivante di un'Italia ben diversa da quel covo di mafiosi e accoltellatori che sanno di aglio – secondo uno degli stereotipi più in voga sulla stampa statunitense dell'epoca. Il filo lungo cui si dipanano queste pagine non è dunque quello della ricezione dello scrittore, quanto la sua fortuna come vero e proprio maestro di stile. 

Sarà il vicesindaco Giovanni Romano ad introdurre l'incontro che vedrà come relatori Luca Scarlini, scrittore e autore del libro "D'Annunzio a Little Italy", e Luigi Fontanella, poeta e docente di letteratura italiana alla State University di New York. Fontanella, nato a Mercato S. Severino, celebra anche una festa del ritorno con un reading di poesie tratte dalla sua fatica letteraria "Land of time". Interverrà inoltre Basilio Fimiani, preside dell'Istituto Superiore "B. Rescigno" di Roccapiemonte con un gruppo di studenti e i ragazzi del liceo "Virgilio" e della media "S. Tommaso D'Aquino" di Mercato S. Severino. 

Modererà l'incontro il direttore del Centro Studi Antonio Corbisiero, che si dice soddisfatto del lavoro culturale realizzato dal Centro Studi che ha portato la città di Mercato S. Severino alla ribalta internazionale nel campo della cultura degli Italiani all'estero. (ItalPlanet News)






05/05/2008 - Sabato 10 maggio premiazione ufficiale della 3° edizione del premio letterario Renata Canepa Fiera del Libro 2008: appuntamento anche a Rubiana

All’incontro culturale sono stati invitati tutti gli autori rubianesi, che potranno presentare le loro fatiche letterarie

RUBIANA – Appuntamento culturale e letterario sabato 10 maggio nella sala consigliare del comune: per la prima volta infatti le premiazioni del premio nazionale di poesia “Renata Canepa – una vita per l’arte” si terranno a Rubiana, paese d’adozione della poetessa. Il premio, nato nel 2006 e preparato dalla casa editrice “Il Grappolo” con il patrocinio del Comune e con il contributo della Fiera Internazionale del Libro di Torino, ha l’intento di valorizzare i poeti alle prime esperienze letterarie. Come spiegato dal bando, disponibile su internet a partire dal mese di novembre 2007, sono due le sezioni tematiche soggette a premiazione: la silloge inedita e la raccolta edita. Per la prima sezione ogni concorrente ha inviato alla giuria una silloge inedita di almeno 30 liriche a tema libero, di contenuto non superiore ai trenta versi, non vincitrici di precedenti premi. Per la seconda sezione i poeti hanno sottoposto a giudizio un’opera in versi pubblicata esclusivamente negli anni 2006 o 2007. Le opere sono state giudicate da una giuria competente, composta da docenti universitari e critici letterari, coadiuvati dal giornalista ed editore Antonio Corbisiero, della casa editrice “Il Grappolo”, la stessa a cui si riferiva la scomparsa poetessa. Secondo il programma del pomeriggio letterario, l’appuntamento è previsto per le ore 17, presso la sala consigliare del comune di Rubiana, in piazza Roma. Le autorità, i docenti ed i poeti intervenuti procederanno innanzi tutto ad un breve ricordo della poetessa; a seguire ci sarà la consegna ufficiale dei premi e delle targhe ai finalisti delle due sezioni del premio. La parte ufficiale si concluderà con la lettura dei brani vincitori. In questo contesto l’amministrazione comunale, che dà il suo patrocinio al premio letterario, ha deciso di invitare alla premiazione tutti gli autori rubianesi. “In questa occasione”, spiega il sindaco, Michele Borletto, “la nostra amministrazione intende fornire agli autori del territorio rubianese la possibilità di presentare le loro opere che, successivamente, troveranno spazio in un’apposita sezione all’interno della biblioteca comunale del capoluogo e di quella della frazione Mompellato. Per questa ragione tutti gli scrittori, in tutto una quindicina, sono stati ufficialmente invitati a partecipare all’iniziativa culturale di sabato”, permettendo loro così di farsi maggiormente conoscere sia dagli stessi concittadini che dai critici e docenti presenti alla premiazione.